Trovarsi di fronte ad una pagina bianca da riempire con la recensione post lettura di quest’opera è una cosa imbarazzante, l’inadeguatezza culturale della mia persona mi impedisce di articolare qualcosa che riesca a dribblare concetti già espressi da innumerevoli saggi, tesi di laurea e critiche apparsi dal 1996, data della prima pubblicazione e recentemente ritornate alla ribalta vista la recente uscita del suo ultimo lavoro postumo (Il Re Pallido), a oggi. Cerco di rimanere il più sobrio possibile sapendo già in partenza di risultare ai più, che già conoscono quest’autore e i suoi lavori, banale. Leggi il seguito di questo post »

The artist: il silenzio è d’oro

Posted: 08.01.2012 by Francesca Meneghetti in Cinema

Il cinema nasce da un’evoluzione della fotografia. Quest’ultima, riproducendo la realtà molto più fedelmente della pittura, aveva messo in crisi l’arte, costringendola a ripensarsi: da copia del vero divenne espressione, di stati d’animo, di concetti, fino all’astrattismo. Il cinema, che riesce a rappresentare il tempo, oltre che lo spazio, esercitò da subito una forte concorrenza verso il teatro nel ricreare l’illusione della realtà. Leggi il seguito di questo post »

Se io fossi Dio… La mia recensione a Miracolo a Le Havre

Posted: 15.12.2011 by Francesca Meneghetti in Cinema
Etichette: ,

Ancora un film sull’immigrazione, in una località di mare. Dopo aver visto film come “Io sono Li” e “Terraferma” sembra difficile trovare un approccio originale ad un problema ineludibile del mondo occidentale attuale. Eppure il regista Kaurismäki sembra aver trovato una strada, che potremmo definire di realismo magico.

Leggi il seguito di questo post »

About “Io sono Li” (non lì!)

Posted: 13.12.2011 by Francesca Meneghetti in Cinema
Etichette: , ,

Io sono Li” così si presta ad una recensione  comparativa, con riferimento “Terraferma” 

di Crialese. Entrambi si svolgono in località di mare, abbastanza chiuse e isolate, in cui si innestano elementi “estranei”. E’ la nuda verità del presente, che i due film riprendono con una spiccata vocazione realistica, come già aveva fatto per un contesto montano Giorgio Dirittti  (Il Vento fa il suo giro).

Leggi il seguito di questo post »

Scaglie.01

Posted: 17.11.2011 by bazu in Libri e dintorni
Etichette: ,

«Moment Magazine» ha appreso che il tragico destino della seconda cittadina nordamericana a ricevere un Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX è stato, tristemente, tenuto nascosto al popolo nordamericano. La donna, una contabile quarantaseienne di Boston affetta da ristenosi cardiaca irreversibile, aveva risposto così bene alla sostituzione del suo cuore malato con un Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX da poter riprendere in poche settimane lo stile di vita attivo al quale era avvezza prima di essere colpita dal male, procedendo a ritmo spedito con la straordinaria protesi portatile installata in un’elegante borsetta di Etienne Aigner. I tubi ventricolari del cuore s’immettevano nelle deviazioni collocate nelle braccia della donna e traghettavano avanti e indietro il sangue vivifico fra il suo attivo corpo vivo e lo straordinario cuore dentro la sua borsetta.

Leggi il seguito di questo post »

“Il tempo materiale”, opera prima del siciliano Giorgio Vasta, è un romanzo crudo, freddo, stilisticamente evoluto, linguisticamente ricercato, studiato ed elaborato, che ci narra le vicende di un gruppo di tre ragazzi undicenni che, in un lontano 1978, sulla scia del rapimento Moro, decidono di dare vita ad un gruppo terroristico operante nella loro città, Palermo. Leggi il seguito di questo post »

La donna che canta

Posted: 08.02.2011 by bazu in Cinema
Etichette: , , ,

Conservo dei ricordi nitidi degli anni 80 in cui alla televisione quando si parlava di guerra non fredda, sempre spuntava il Libano come scenario. Ovviamente all’epoca non capivo nulla delle dinamiche, delle fazioni in gioco, della politica (ora viaggiamo sul “poco più di nulla”), vedevo solo terreni brulli e città devastate ridotte in macerie. Solo oggi grazie a film come “La donna che canta” (ma anche “Valzer con Bashir”) le cose si fanno più chiare e terre geograficamente e mentalmente lontane, come il medio oriente, si fanno incredibilmente più umane, pulsanti e vicine in tutto il fascino di quelle culture e l’orrore delle piaghe belliche che da sempre le sfregiano.

Leggi il seguito di questo post »

XY: l’assurda incognita di Sandro Veronesi

Posted: 18.01.2011 by Francesca Meneghetti in Libri e dintorni, Recensioni

Leggendo certe pagine di Sandro Veronesi si ha impressione di essere vittime di una di quelle terribili distrazioni da Alzheimer e di aver preso non YX o Caos calmo, ma un romanzo ancora sconosciuto di Mc Ewann, oppure un giallo di Fred Vargas. Scene ad altissima tensione, fulminanti, specie all’inizio del romanzo, che a me hanno fatto venire in mente “L’amore fatale” (Enduring love). Leggi il seguito di questo post »

“Una solitudine troppo rumorosa” di Bohumil Hrabal ci narra la cupa e avvelenante esistenza solitaria di Hanta, recluso per trentacinque anni in un sotterraneo a eseguire un lavoro meccanico e stancante. Costante preda della solitudine e inseguito dalla malinconia di un passato distante e mai sufficientemente felice, il protagonista sopravvive varcando soglie verso mondi diversi e migliori, in cui cercar se stesso. I libri che di tanto in tanto lui salva dalla morte risparmiandoli alla pressa con cui lavora, sono porte in grado, se aperte, di scaldarlo con la luce che da esse entra, di rianimarlo di infondere per osmosi quel fluido vitale, difficilmente acquisibile dalla sua cupa, meccanica e silenziosa esistenza giornaliera. Leggi il seguito di questo post »

Tecnicamente questo libro costituisce uno degli esempi enciclopedici per eccellenza di cosa significhi caratterizzazione e digressione, strumenti narrativi fondamentali che Roth in questa sua grande prova letteraria spinge a livelli eccellenti dimostrando, qualora all’epoca dell’uscita del libro ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere uno dei più grandi scrittori viventi. Leggi il seguito di questo post »