
Treviso: le seconde generazioni di immigrati si raccontano
Chi sono veramente le ragazze e i ragazzi a cui viene frettolosamente assegnata l’etichetta di “seconde generazioni” (se si vuole abbracciare con un’unica, approssimativa, espressione tutto quell’ insieme variegato di adolescenti e giovani arrivati in Italia da piccoli, al seguito dei loro genitori)? Chi sono quei giovani che, singolarmente presi, vengono identificati e incasellati a priori dalla società, in base alla regola implicita delle tre “A” (aspetto, accento, ascendenza)? Sappiamo veramente che cosa vogliono, come si sentono e si vedono? Se, e quanto, vogliono conservare delle loro tradizioni? Se desiderano integrarsi per appartenere totalmente alla nuova identità italiana? Se aspirano ad una sorta di cosmopolitismo, anche grazie alla padronanza delle nuove tecnologie comunicative, che fornisce loro – ponte tra due mondi – una coscienza globale? Se sono destinati inevitabilmente alla ribellione dal loro ruolo di figli, istruiti in modo occidentale, di padri affamati?
Qualche volta, piuttosto che teorizzare su di loro, sarebbe meglio ascoltare. Con qualche sorpresa.
I proventi delle vendite vanno ad Istresco ed Auser- Cittadini del mondo
Libri dell’autrice:
I vagabondi, la società e lo stato nella Repubblica di Venezia alla fine del ‘700, Roma 1984;
Treviso- Genova, andata e ritorno. Gli albori dell’emigrazione transoceanica(1876-1878), Treviso-Venezia 1990;
Un ragazzo del novecento: lettere e ricordi un alpino pittore, 1940-1994, Sommacampagna 2004





