XY: l’assurda incognita di Sandro Veronesi

Pubblicato: 18.01.2011 da Francesca Meneghetti in Libri e dintorni, Recensioni

Leggendo certe pagine di Sandro Veronesi si ha impressione di essere vittime di una di quelle terribili distrazioni da Alzheimer e di aver preso non YX o Caos calmo, ma un romanzo ancora sconosciuto di Mc Ewann, oppure un giallo di Fred Vargas. Scene ad altissima tensione, fulminanti, specie all’inizio del romanzo, che a me hanno fatto venire in mente “L’amore fatale” (Enduring love).

In XY si resta in effetti impressionati da quell’albero trasformato in un ghiacciolo all’amarena, in mezzo alla bufera di neve, che si rivela poi come simbolo del Male. Lo scrittore toscano, pluripremiato, è in effetti molto bravo a descrivere cose, situazioni, atmosfere e pensieri.

Tuttavia, in questo romanzo c’è qualcosa che non funziona nella trama: il resto no, è veramente e ben tratteggiato e originale, specie la storia dell’incontro tra un uomo ed una donna che non si risolve nel classico letto. Ciò che non va è presto detto: si può benissimo partire da un episodio di cronaca nera e decidere di lavorare sugli effetti di quell’evento (e da questo punto è interessante l’analisi dell’effetto domino derivante dal primo atto del Male) e non sulle cause, ovvero sul movente, come fanno i giallisti.

In effetti il libro non si può definire un thriller. Ma gli stessi protagonisti, di fronte alla catena di eventi scatenati da quello archetipo, sentono il bisogno di trovare una ragione. Si può concedere un’indagine che si concluda all’insegna della sconfitta o dell’indeterminazione, così come l’intreccio tra ragione e fede, ma gli eventi “misteriosi” in letteratura possono essere introdotti se si riesce, alla fine, a darne una spiegazione razionale o sensata, oppure se si abdica al normale per abbracciare il paranormale. E questo non pare molto coerente con i profili, molto consapevoli e razionali, dei due protagonisti.

Il risultato poteva essere lo stesso se l’archetipo era più semplice e meno inverosimile (senza scomodare pescicani estinti che azzannano persone in un bosco d’inverno), e quindi senza scomodare terroristi islamici, Satana, e, poveretto, lo stesso Iddio.

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