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	<title>Comari &#38; Compari</title>
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	<description>...di libri, di film, di musica e di altre sciocchezze!</description>
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		<title>Comari &#38; Compari</title>
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		<title>Infinite Jest, un viaggio senza fine nel mondo creato da David Foster Wallace</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovarsi di fronte ad una pagina bianca da riempire con la recensione post lettura di quest&#8217;opera è una cosa imbarazzante, l&#8217;inadeguatezza culturale della mia persona mi impedisce di articolare qualcosa che riesca a dribblare concetti già espressi da innumerevoli saggi, tesi di laurea e critiche apparsi dal 1996, data della prima pubblicazione e recentemente ritornate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=892&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-901" title="9788806178727g" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2012/01/9788806178727g.jpg?w=614" alt=""   />Trovarsi di fronte ad una pagina bianca da riempire con la recensione post lettura di quest&#8217;opera è una cosa imbarazzante, l&#8217;inadeguatezza culturale della mia persona mi impedisce di articolare qualcosa che riesca a dribblare concetti già espressi da innumerevoli saggi, tesi di laurea e critiche apparsi dal 1996, data della prima pubblicazione e recentemente ritornate alla ribalta vista la recente uscita del suo ultimo lavoro postumo (Il Re Pallido), a oggi. Cerco di rimanere il più sobrio possibile sapendo già in partenza di risultare ai più, che già conoscono quest&#8217;autore e i suoi lavori, banale.<span id="more-892"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Infinite Jest è un opera monumentale, in cui emerge prepotente tutto lo stile e la capacità creatività di una mente senza ombra di dubbio brillante, caratterizzata da una cultura orizzontalmente molto vasta. Per leggere questo lavoro di Wallace il lettore dovrebbe dotarsi di strumenti di “protezione” quali lucidità, determinazione, calma, elasticità mentale e sospensione di incredulità. La frammentarietà tipica del suo romanzo d&#8217;esordio viene qui spinta a livelli al limite dell&#8217;umanamente accettabile, è un libro difficile perché il narrare di Wallace è volutamente congegnato per far lavorare la mente del lettore, tutto il dolore, la tristezza, le paure, le speranze, le delusioni, gli universi interiori (veramente enormi) dei personaggi vengono serviti al pubblico attraverso pagine post-moderne capillarmente lavorate di cesello, funambolie linguistiche risultato di un flusso creativo, febbrile, incontenibile e divertito.</p>
<p style="text-align:justify;">Accelerazioni, lacerazioni, rallentamenti, variazione di tecniche narrative, rendono IJ un lavoro altamente contrastato in cui, l&#8217;ironia (spesso comicità) grottesca (quindi radicale), da sempre elemento peculiare dell&#8217;arte fabulatoria di Wallace, controbilancia la drammaticità estrema, che ammorba tutto il mondo narrativo e i suoi sottomondi.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; una narrazione asciutta priva di sentimentalismo e moralismo che al contempo sa essere intensa e profonda. Il lavoro di caratterizzazione dei (tanti) personaggi [1], distillati di animo umano e tutti ambasciatori di disagio, è impressionante.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>TRAMA (in breve)</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Gli eventi descritti in Infinite Jest sono collocati in un futuro prossimo e ambientati nella città di Boston appartenente ad una macro nazione (O.N.A.N. ) frutto della “fusione” tra Messico, Stati Uniti e Canada. La trama fa perno su due realtà, l&#8217;ETA e la Ennet House. La prima è un&#8217;accademia tennistica (sì, c&#8217;è molto tennis!) al cui interno vengono “allevati”, in pieno spirito competitivo americano, futuri campioni armati di racchetta, la seconda è una casa di recupero dalle tossicodipendenze (sì, c&#8217;è molta droga! Che può essere qui genericamente intesa come sinonimo di “dipendenza da qualcosa”. Tutti dipendiamo da qualcosa anche nel nostro essere fintamente sani). Intorno esiste un film (cartuccia d&#8217;intrattenimento) “Infinite Jest”, girato dal fondatore dell&#8217;ETA James Orin Incandenza alias Lui In Persona (alias Himself in inglese). Infinite Jest ha una peculiarità è talmente assuefacente e “piacevole” da indurre istantaneamente coloro che lo guardano ad uno stato irreversibile di estasi vegetativa, in altre parole la sua visione è letale. In una situazione politica generale instabile, che vede le forze governative ONANiste contrapporsi a diversi gruppi terroristi separatisti (tra tutti gli AFR), è evidente che il possesso del master di questo film equivale a disporre di una potente arma di distruzione di massa.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi fermo qui perché l&#8217;interconnessione di questi elementi unitamente al <em>come</em> questi elementi vengono presentati, costituiscono tutta la bellezza e l&#8217;eleganza del libro (ma disperate pure perché prima di 500/600 pagine c.ca il disegno complessivo inizia solo labilmente a prendere forma).</p>
<p style="text-align:justify;">Questa opera d&#8217;arte letteraria pura, non è né intrattenimento né evasione è tre cose: inanzi tutto una schietta e profonda indagine sull&#8217;animo umano incentrata sui temi del disagio e della dipendenza, in secondo luogo un&#8217;amara analisi sui mali della società americana (in realtà per buona parte estendibile al mondo occidentale) e, infine, uno <em>scherzo</em>(Jest) cervellotico notevole dell&#8217;autore. Per una mente normale o sub-normale, risulta pressoché impossibile riuscire a cogliere da subito la tripla valenza di questo lavoro Wallaciano. Affrontando le molte pagine (più di mille con oltre 300 note a piè pagina), sembra incredibile che molti lettori, appena terminato il libro, si sono di lì a poco cimentati in una seconda lettura. Concluse le pagine, però, si capisce. La profonda e arguta indagine umana e la disanima sullo stato malato in cui riversa la molto-probabile-società-futura, che appaiono chiari in prima lettura e che da sole giustificano ampiamente l&#8217;impegno e il tempo spesi per aggredire le pagine di questo romanzo, risultano essere solo la punta dell&#8217;iceberg di un intricato gioco ad incastro.  Gli svariati  indizi, ma non tutti perché comunque &#8220;Infinite Jest&#8221; resta un lavoro che richiede astrazione e immaginazione, per comporre il puzzle, sono stati seminati con maestria dall&#8217;autore nei punti più impensabili. Ecco, ad esempio, che leggere il libro senza leggere le note, anche quelle apparentemente insignificanti, è un grave errore. Fortunatamente nell&#8217;affrontare oggi, cioè a 16 anni di distanza dalla prima uscita, questo tomo narrativo, si ha il vantaggio (o lo svantaggio) di poter disporre di risorse esterne [2] che a <em>prima lettura avvenuta</em>, consentono di andare a rileggere con precisione chirurgica i punti chiave senza dover farsi intrappolare nel gioco meraviglioso (e sadico), abilmente congegnato e voluto da Wallace, delle <em>infinite </em> riletture a cui ci si sente chiamati oggettivamente per ricucire gli strappi della trama (<span style="color:#ff0000;">SEMI-SPOILER</span>: inutilmente perché il cerchio è impossibile da chiudere) e soggettivamente per trovare una cura alla <em>scimmia</em> da Infinite Jest, testo capace di creare forte dipendenza. Il libro “Infinite Jest” è volutamente autologico</p>
<p style="text-align:justify;">[1]: <a href="http://www.sampottsinc.com/ij/file/IJ_Diagram.pdf">http://www.sampottsinc.com/ij/file/IJ_Diagram.pdf</a></p>
<p style="text-align:justify;">[2]: <a href="http://www.thehowlingfantods.com/dfw/ij-notes-and-speculations.html">http://www.thehowlingfantods.com/dfw/ijotes-and-speculations.html</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/892/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=892&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>The artist: il silenzio è d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Meneghetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinema nasce da un’evoluzione della fotografia. Quest’ultima, riproducendo la realtà molto più fedelmente della pittura, aveva messo in crisi l’arte, costringendola a ripensarsi: da copia del vero divenne espressione, di stati d’animo, di concetti, fino all’astrattismo. Il cinema, che riesce a rappresentare il tempo, oltre che lo spazio, esercitò da subito una forte concorrenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=885&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-886" title="theartist" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2012/01/theartist.jpg?w=614" alt=""   />Il cinema nasce da un’evoluzione della fotografia. Quest’ultima, riproducendo la realtà molto più fedelmente della pittura, aveva messo in crisi l’arte, costringendola a ripensarsi: da copia del vero divenne espressione, di stati d’animo, di concetti, fino all’astrattismo. Il cinema, che riesce a rappresentare il tempo, oltre che lo spazio, esercitò da subito una forte concorrenza verso il teatro nel ricreare l’illusione della realtà.<span id="more-885"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ma, nei primi tempi, gli mancava la voce umana: il richiamo più diretto e vibrante all’umanità concreta dell’attore (ed elemento insostituibile del fascino teatrale, anche oggi). Il cinema sonoro (quindi parlato), destinato a un grande successo, rappresenta un ulteriore attacco al teatro, che, al pari della pittura, dalla fine degli anni ’20 si deve reinventare (diventa, magari, meta teatro). In seguito il sonoro ha fatto passi da gigante, al pari delle tecnologie, diventando uno dei codici più importanti del linguaggio cinematografico, specie per quelle sonorità che non sono verbali, ma musicali e sonore, tali da agire sulla sfera emotiva e sull’inconscio.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché nel 2011 rinunciare a questo codice?  Perché creare un meta-cinema (che rappresenta il cinema degli anni ‘20 nel suo farsi, simulando le tecnologie di quel tempo)? E’ solo una prova di bravura, pienamente riuscita, per altro, perché il film cattura lo spettatore e lo emoziona? La dimostrazione che si potrebbe fare cinema anche senza troppa tecnologia (o dissimulandone la potenza)? L’espressione di un sentimento nostalgico verso un passato in cui il pubblico era molto più ingenuo e appassionato?  O solo il desiderio del silenzio, così raro nel cinema (anche se si possono ricordare eccezioni famose per sequenze silenti:  <em>2001: Odissea nello spazio,</em><em>Koyaanisqatsi,</em>totalmente privo di dialoghi, <em>Fata Morgana..</em>.) Quest’ultima ipotesi, che non esclude le altre, ci piace particolarmente. Anzi,  l’attore, mettendo a il parlato, è costretto a comunicare, come tra sordi, attraverso il codice visivo, e quindi attraverso l’espressività del viso e del corpo, un po’ come facevano i commedianti dell’arte (per quanto parlanti). Tanto più che manca anche la forza espressiva del colore. E la storia – cioè trama, inevitabilmente fitta per dare ritmo – acquista un risalto particolare. Non c’è che dire: un bell’esperimento contro-corrente, anche se è difficile pensare che possa aver seguito.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/885/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=885&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se io fossi Dio&#8230; La mia recensione a Miracolo a Le Havre</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Meneghetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Kaurismäki]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora un film sull’immigrazione, in una località di mare. Dopo aver visto film come &#8220;Io sono Li&#8221; e “Terraferma” sembra difficile trovare un approccio originale ad un problema ineludibile del mondo occidentale attuale. Eppure il regista Kaurismäki sembra aver trovato una strada, che potremmo definire di realismo magico. Non si tratta infatti di un film [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=878&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;"><img class="alignright size-medium wp-image-880" title="Miracolo_a_Le_Havre" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/12/miracolo_a_le_havre.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" />Ancora un film sull’immigrazione, in una località di mare. Dopo aver visto film come &#8220;Io sono Li&#8221; e “Terraferma” sembra difficile trovare un approccio originale ad un problema ineludibile del mondo occidentale attuale. Eppure il regista Kaurismäki sembra aver trovato una strada, che potremmo definire di realismo magico.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-878"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;">Non si tratta infatti di un film realistico, come si potrebbe supporre a partire dalle scene iniziali, teso a descrivere i drammi quotidiani di due comunità: una francese, che vive ai margini di una grande città, Le Havre, l’altra costituita da africani, immigrati clandestinamente. Se così fosse, il commissario di polizia avrebbe arrestato il ragazzino africano, il fruttivendolo sarebbe stato un delatore, la moglie di Marcel Marx, lustrascarpe ed ex intellettuale, sarebbe morta ed altre sciagure si sarebbero abbattute sul protagonista.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;">Ma Kaurismäki non intende aderire alla realtà: rappresenta le cose non come sono, ma come dovrebbero essere. Dirige i personaggi e le situazioni non per tendere ad un consolatorio “happy and”, ma per mostrare come si dovrebbero comportare gli uomini e Iddio (sì,anche lui)  o il destino se la vita su questa terra si svolgesse secondo natura e ragione. Ciò appare magico e miracoloso allo spettatore perché egli è immerso in quella realtà distorta e malata che il regista disapprova chiaramente.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;">Questa chiave di lettura giustifica evidenti anacronismi, a partire dall’ambientazione anni ’50 nella foggia delle case, dell’abbigliamento, delle pettinature (femminili)   che rimane confinata a  quel microcosmo emarginato dalla città moderna, dove si vive fuori del tempo (non compare nemmeno la TV), dove dominano silenzi sconosciuti nelle metropoli e colori azzurri o freddi, ma dove si coltiva ancora l’umanità:  un mondo dove, a dispetto dell’affermazione di Arletty  (qui da noi non accadono miracoli), la stessa donna può ritornare a casa e alla salute con un abito giallo estivo, mentre fuori fiorisce un ciliegio e un ragazzino è in viaggio, in procinto di riabbracciare la madre.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/878/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/878/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=878&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Miracolo_a_Le_Havre</media:title>
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		<title>About &#8220;Io sono Li&#8221; (non lì!)</title>
		<link>http://comariecompari.wordpress.com/2011/12/13/about-io-sono-li-non-li/</link>
		<comments>http://comariecompari.wordpress.com/2011/12/13/about-io-sono-li-non-li/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Meneghetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Segre]]></category>
		<category><![CDATA[chioggia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Io sono Li&#8221; così si presta ad una recensione  comparativa, con riferimento “Terraferma”  di Crialese. Entrambi si svolgono in località di mare, abbastanza chiuse e isolate, in cui si innestano elementi “estranei”. E&#8217; la nuda verità del presente, che i due film riprendono con una spiccata vocazione realistica, come già aveva fatto per un contesto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=873&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-874" title="io_sono_Li" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/12/io_sono_li.jpg?w=614" alt=""   /></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;">&#8220;<span style="font-size:medium;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">Io sono Li&#8221; così si presta ad una recensione  comparativa, con riferimento “Terraferma” </span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;">di Crialese. Entrambi si svolgono in località di mare, abbastanza chiuse e isolate, in cui si innestano elementi “estranei”. E&#8217; la nuda verità del presente, che i due film riprendono con una spiccata vocazione realistica, come già aveva fatto per un contesto montano Giorgio Dirittti  (Il Vento fa il suo giro).</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-873"></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">In entrambi i casi, di fronte agli stranieri (da una parte in odore di clandestinità, dall&#8217;altra di mafia), si delinea un conflitto  nella comunità originaria: se i refrattari prevalgono, due figure solitarie  non rinunciano all&#8217;umanità e al buon senso: sono due vecchi(e bellissimi) pescatori  dalle “lanose gote”, quasi due incarnazioni del pescatore della canzone di De Andrè.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Entrambi sanno il valore delle cose e  perciò sfidano i pregiudizi di amici e parenti (persino le leggi in “Terraferma”) trovandosi a proteggere due giovani madri, sole, in balia di ferree regole dettate dall&#8217;organizzazione che ne ha favorito l&#8217;immigrazione.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Se il confronto fa emergere degli archetipi (il vecchio ovvero l&#8217;eroe, gli antagonisti, la “principessa” da salvare, l&#8217;allontanamento, il divieto, la trasgressione, la punizione) ciò non deve far dimenticare un&#8217;intenzione realistica, se non documentaria. Il punto interessante però è il seguente.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Si può parlare di neo-neo-realismo in relazione alla volontà di essere in presa diretta con la vita reale della gente più umile?</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Una simile interpretazione si addice a “Io sono lì”, là dove i modelli di riferimento neorealistici sono  alti: si pensi a Rossellini, che conduce alla tragedia con mano lieve, senza escludere qualche sprazzo di comicità; che focalizza le collettività, ma anche gli individui, con primi piani e gli occhi a parlare, e a raccontare i sentimenti delicatamente (diverso il discorso di “Terraferma” che al registro realistico alterna quello onirico-simbolico)</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Una questione interessante nasce osservando il sistema dei personaggi di “Io sono lì”: la comunità dei pescatori (interpretata dalla triade veneta Paolini- Battiston-Citran), è sostanzialmente compatta, statica e poco solidale nei confronti dell&#8217;eroe Bepi, per altro di origine istriana, il quale rivive forse attraverso Li il suo “peccato originale” di diversità etnica. Si allude, non troppo implicitamente, a quell’indifferenza e a quella chiusura  verso lo straniero, tale da rasentare l’anafettività, che hanno trovato radici, in Veneto e in altre parti d’Italia.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">E’ poi un merito del film aver fatto riflettere sulle tragedie personali (che a volte affiorano alla cronaca) della comunità cinese, notoriamente  chiusa e sconosciuta, anche se sempre più vicina a noi. Pregevole la fotografia, che restituisce una Chioggia fascinosa e notturna e quel bar, che ricorda un bistrot parigino.</span></span></span></p>
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		<title>Scaglie.01</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Infinite Jest]]></category>

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		<description><![CDATA[«Moment Magazine» ha appreso che il tragico destino della seconda cittadina nordamericana a ricevere un Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX è stato, tristemente, tenuto nascosto al popolo nordamericano. La donna, una contabile quarantaseienne di Boston affetta da ristenosi cardiaca irreversibile, aveva risposto così bene alla sostituzione del suo cuore malato con un Cuore Artificiale Esterno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=867&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align:justify;">
<em>«Moment Magazine» ha appreso che il tragico destino della seconda cittadina nordamericana a ricevere un Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX è stato, tristemente, tenuto nascosto al popolo nordamericano. La donna, una contabile quarantaseienne di Boston affetta da ristenosi cardiaca irreversibile, aveva risposto così bene alla sostituzione del suo cuore malato con un Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX da poter riprendere in poche settimane lo stile di vita attivo al quale era avvezza prima di essere colpita dal male, procedendo a ritmo spedito con la straordinaria protesi portatile installata in un&#8217;elegante borsetta di Etienne Aigner. I tubi ventricolari del cuore s&#8217;immettevano nelle deviazioni collocate nelle braccia della donna e traghettavano avanti e indietro il sangue vivifico fra il suo attivo corpo vivo e lo straordinario cuore dentro la sua borsetta.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-867"></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il suo tragico, prematuro e, qualcuno potrebbe dire, crudelmente ironico destino, tuttavia, è stato vittima di quel silenzio troppo frequente nel quale le tragedie insensate vengono seppellite quando rischierebbero altrimenti di gettare le insensibili procedure dei pubblici ufficiali nella luce negativa della conoscenza pubblica. C&#8217;è voluto il fiuto da segugio giornalistico, scrupoloso e temerario, che i lettori hanno imparato ad apprezzare in «Moment» per dissotterrare i fatti tragicamente negativi del suo destino.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>La quarantaseienne beneficiaria del Cuore Artificiale Esterno Jarvik IX era attivamente impegnata in un giro per le vetrine dell&#8217;elegante Harvard Square, a Cambridge, Massachusetts, quando un borseggiatore travestito, un tossicodipendente con passato criminale molto noto alla forza pubblica, bizzarramente agghindato con un vestitino da cocktail senza spalline, tacchi a spillo, cencioso boa piumato e parrucca castana, strappò brutalmente all&#8217;inconsapevole presa della donna la borsetta che le dava la vita.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>L&#8217;attiva donna dai pronti riflessi inseguì il borseggiatore «donna» tanto a lungo quanto ne fu capace, lamentosamente strillando ai passanti le parole «Fermatela! Mi ha rubato il cuore!» sull&#8217;elegante marciapiede affollato di persone che hanno poi riferito di averla sentita gridare ripetutamente: «Mi ha rubato il cuore, fermatela! » In risposta alle sue grida lamentose, tragicamente, acquirenti e passanti tratti in inganno si limitarono a scuotere la testa reciprocamente, sorridendo con l&#8217;aria di chi la sa lunga per ciò che erroneamente presumevano fosse solo un&#8217;altra relazione alternativa ormai guastatasi. Una coppia di poliziotti di Cambridge, Massachusetts, i cui nomi sono sfuggiti alle scrupolose indagini di «Moment», furono uditi da tutti pronunciare un unico commento passivo: «Capita in continuazione», mentre la vittima incespicava freneticamente sulle orme del travestito in fuga, invocando aiuto per il suo cuore rubato.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il fatto che la vittima protesica del crimine abbia potuto mettere in atto un vivace inseguimento per oltre quattro isolati prima di crollare al suolo sul suo petto vuoto dà la misura della stupefacente capacità del cuore artificiale Jarvik IX, fu la dichiarazione anonima di un pubblico ufficiale medico raggiunto da «Moment» per un commento</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">da Infinite Jest &#8211; David Foster Wallace</p>
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		<title>Giorgio Vasta: &#8220;Il tempo materiale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 09:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate Rosse]]></category>
		<category><![CDATA[idealismo]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il tempo materiale”, opera prima del siciliano Giorgio Vasta, è un romanzo crudo, freddo, stilisticamente evoluto, linguisticamente ricercato, studiato ed elaborato, che ci narra le vicende di un gruppo di tre ragazzi undicenni che, in un lontano 1978, sulla scia del rapimento Moro, decidono di dare vita ad un gruppo terroristico operante nella loro città, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=847&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-848" title="tempo-materiale" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/03/tempo-materiale.jpg?w=614" alt=""   />“Il tempo materiale”, opera prima del siciliano Giorgio Vasta, è un romanzo crudo, freddo, stilisticamente evoluto, linguisticamente ricercato, studiato ed elaborato, che ci narra le vicende di un gruppo di tre ragazzi undicenni che, in un lontano 1978, sulla scia del rapimento Moro, decidono di dare vita ad un gruppo terroristico  operante nella loro città, Palermo.<span id="more-847"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>«Durante le scazzottate, dice Bocca, c’è sempre un personaggio che pestato a ripetizione si avvita su se stesso, barcolla qualche istante e poi, smorfia deforme e sguardo strabico, cade a terra.»</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ogni volta provo vergogna, continua. Perché mi sembra che quei personaggi avvitandosi su se stessi si stiano avvitando al nostro essere italiani, alla nostra patetica identità nazionale che risolve sempre la lotta in farsa.»</p>
<p style="text-align:justify;">Nel libro, appare abbastanza chiara la forzatura compiuta dall&#8217;autore sull&#8217;età dei protagonisti troppo piccoli per elaborare pensieri e azioni così pesanti, ma il surrealismo che ne deriva vuole porre l&#8217;accento sul dualismo terrorista–immaturità. Non tanto applicato alle citate Brigate Rosse quanto piuttosto a tutte le realtà rivoluzionarie ed eversive, prive di un progetto politico su scala nazionale, parallele alle BR. Abbiamo l&#8217;ideologo del gruppo che&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><em> «[...] sta teatralizzando. Che anche lui a volte cede al bisogno di espandersi, di dilatarsi in forma declamatoria consumando più linguaggio possibile.»</em></p>
<p style="text-align:justify;">In questo  suo espandersi – nel romanzo più volte viene messo in evidenza che per i tre parlare bene in italiano è potere,  è forza mentre  il dialetto è male &#8211; in questo suo teatralizzare, nel suo modo di assumere atteggiamenti, posizioni e silenzi studiati, l&#8217;ideologo Volo, catechizza gli elementi del gruppo che si ritrovano incapaci di opporre obbiezioni e controbattere ai deliranti sproloqui idealistici. Il trio di sovversivi naviga a vista, studia e mette a punto in modo preciso e metodico le basi per la costituzione di un gruppo terroristico locale &#8211; l&#8217;alfabeto muto, i pedinamenti &#8211; ma non ha un disegno vero e proprio in testa, il gruppo stesso vive emulando i “compagni” brigatisti e aspira a essere notato da loro. Si “innalza il livello dello scontro” solo per farsi notare.</p>
<p style="text-align:justify;"><em> «Uno come lui è trasversale alle epoche. C’è e ci sarà sempre. La vulnerabilità, ma nella sua manifestazione più ripugnante. Qualcuno che dovresti difendere ma sai che difendendolo ti sporcherai le dita. Quindi esiti, fai finta di non sentirlo. Morana è così. La sua distruzione è infinita. Nella sua vita non ci sarà mai niente. Mai un ragionamento, mai un’intuizione. Niente di niente. Eppure è qui, continua a esserci.&#8221;»</em></p>
<p style="text-align:justify;">La narrazione avviene in prima persona, il lettore partecipa ad un&#8217;escalation di insensata violenza attraverso gli occhi di Nimbo l&#8217;unico capace di mantenere uno spirito critico nei confronti degli assurdi piani d&#8217;azione di Volo e all&#8217;incondizionata sudditanza di Raggio. Asservimento,  quello di Raggio, della peggior specie, perché in esso vi è  l&#8217;ossequiosa esecuzione a qualsiasi ordine recepito senza alcun filtro critico, tanto più perentorio e deciso è l&#8217;ordine ricevuto tanto più è il livello di esaltazione indotta in colui che lo riceve, che si traduce in ferocia, sicurezza e precisione nella sua esecuzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutti drogati dunque da un&#8217;improbabile ideologia che riempie i loro cervelli svuotando i loro cuori.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong> [SPOILER: ANTICIPAZIONE SUL FINALE]</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">E sarà  proprio l&#8217;amore, le flebili palpitazioni amorose verso la Bambina Creola &#8211; coetanea compagna di classe muta &#8211;  del Nimbo a cui non smetterà mai di dare ascolto, per quanto relegato in remotissimi antri del suo cuore, a rompere l&#8217;insensata catena di barbarie dentro cui il trio precipita, chiudendo il libro con un finale parzialmente consolatorio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;"> [FINE SPOILER: ANTICIPAZIONE SUL FINALE]</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Opera veramente notevole, che mette in bella mostra l&#8217;indiscutibile arte letteraria &#8211; altamente evocativa &#8211; di Vasta capace di avvolgere il lettore in un flusso  narrativo aspro, tagliente ma nel suo insieme molto ben oliato.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«Nel corso del tempo, invece, lo Spago è riuscita a inoculare in me la paura di tutto, partendo da un’idea di educazione come immobilità e scomparsa. Giocare con la sabbia senza muovere la sabbia; se hai mangiato, niente bagno prima di quattro ore; non disturbare, non respirare, ma non permetterti di morire. La vergogna di essere vivi. Limitarsi a immaginare il gioco, a supporre di nuotare. Madri che allevano figli fobici e immaginifici. La trasmissione matrilineare delle paure.»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/847/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=847&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La donna che canta</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 13:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-829" title="locandina" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/02/locandina.jpg?w=614" alt=""   />Conservo dei ricordi nitidi degli anni 80 in cui alla televisione quando si parlava di guerra non fredda, sempre spuntava il Libano come scenario. Ovviamente all&#8217;epoca non  capivo nulla delle dinamiche, delle fazioni in gioco, della politica (ora viaggiamo sul “poco più di nulla”), vedevo solo terreni brulli e città devastate ridotte in macerie. Solo oggi  grazie a film come “La donna che canta” (ma anche “Valzer con Bashir”) le cose si fanno più chiare e terre geograficamente e mentalmente lontane, come il medio oriente, si fanno incredibilmente più umane, pulsanti e vicine in tutto il fascino di quelle culture e l&#8217;orrore delle piaghe belliche che da sempre le sfregiano.</p>
<p><span id="more-828"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-830" title="bambini" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/02/bambini.jpg?w=614" alt=""   /></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Si parte dal Canada dove un notaio si trova a leggere il testamento di  una donna di origini libanesi, Nawal Marwan, ai suoi due figli Jeanne e Simon. La madre come ultime volontà chiede ai due figli di consegnare due lettere, una a testa, rispettivamente al padre e al fratello. Nulla di strano se non fosse che Jeanne e Simon sono cresciuti credendo il padre morto e assolutamente allo scuro di avere un fratello. Da qui il film si sviluppa, prima Jeanne e poi Simon, partono per il Libano del 2009 per tentare di rintracciare queste due ignote figure, per farlo non hanno altra scelta di ricostruire la misteriosa vita della madre.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-831" title="catalessi" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/02/catalessi.jpg?w=614" alt=""   />Tratto da una pièce teatrale il film è un giallo che via via prende forma attraverso i vari capitoli di cui si compone. Ogni capitolo offre allo spettatore una nuova fetta di (cruda) verità sulla vita della madre e conseguentemente sulla stessa vita dei due figli.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2009, dunque, abbiamo il presente in cui si muovono i figli, mentre il contesto storico nel quale lo spettatore viene proiettato attraverso flashback, per assistere alle vicende legate ad una giovane madre sono gli anni 70 e 80. Si parte quindi dagli albori della guerra civile &#8211; l&#8217;inizio delle tensioni tra musulmani e cattolici date da un incremento del numero dei primi conseguenza  delle imponenti emigrazioni da Israele iniziate negli anni 50 &#8211; fino allo scoppio della guerra civile vera e propria.  Non è un film di guerra e non è neppure  un film  strettamente sulla guerra ma il conflitto intestino libanese è perno attorno a cui ruotano le vicende umane di Nawal Marwan donna costretta ad affrontare una vita durissima e a fare i conti con il dolore più puro.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-832" title="fuoco" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/02/fuoco.jpg?w=614" alt=""   />Trattasi di un lungometraggio, candidato per il Canada come miglior film straniero agli Oscar 2011, diretto magistralmente e  caratterizzato da un&#8217;eccellente fotografia. Il realismo e la ricostruzione storica rendono onore agli scenografi.</p>
<p style="text-align:justify;">Opera cinematografica cruda e drammatica, del resto si parla di guerra, quella peggiore forse, quella civile e fratricida fatta di continue e insensate ritorsioni sommarie. Centinaia e migliaia di morti solo per vendetta e ripicca.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-833" title="torture" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/02/torture.jpg?w=614" alt=""   />Una scena feroce  su tutte, quella dell&#8217;autobus incendiato, eloquente e alquanto agghiacciante,    riassume perfettamente più delle parole la crudeltà,  l&#8217;assurdità e la ferocia che divampano all&#8217;interno di una qualsiasi guerra civile; poco importa se a scontrarsi siano due o più religioni, etnie o tribù.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/828/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=828&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>XY: l&#8217;assurda incognita di Sandro Veronesi</title>
		<link>http://comariecompari.wordpress.com/2011/01/18/xy-lassurda-incognita-di-sandro-veronesi/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 11:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Meneghetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo certe pagine di Sandro Veronesi si ha impressione di essere vittime di una di quelle terribili distrazioni da Alzheimer e di aver preso non YX o Caos calmo, ma un romanzo ancora sconosciuto di Mc Ewann, oppure un giallo di Fred Vargas. Scene ad altissima tensione, fulminanti, specie all’inizio del romanzo, che a me [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=820&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-825" title="xy" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/01/xy1.jpg?w=614" alt=""   />Leggendo certe pagine di Sandro Veronesi si ha impressione di essere vittime di una di quelle terribili distrazioni da Alzheimer e di aver preso non YX o Caos calmo, ma un romanzo ancora sconosciuto di Mc Ewann, oppure un giallo di Fred Vargas. Scene ad altissima tensione, fulminanti, specie all’inizio del romanzo, che a me hanno fatto venire in mente “L’amore fatale” (Enduring love).<span id="more-820"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In XY si resta in effetti impressionati da quell’albero trasformato in un ghiacciolo all’amarena, in mezzo alla bufera di neve, che si rivela poi come simbolo del Male. Lo scrittore toscano, pluripremiato, è in effetti molto bravo a descrivere cose, situazioni, atmosfere e pensieri.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, in questo romanzo c’è qualcosa che non funziona nella trama: il resto no, è veramente e ben tratteggiato e originale, specie la storia dell’incontro tra un uomo ed una donna che non si risolve nel classico letto. Ciò che non va è presto detto: si può benissimo partire da un episodio di cronaca nera e decidere di lavorare sugli effetti di quell’evento (e da questo punto è interessante l’analisi dell’effetto domino derivante dal primo atto del Male) e non sulle cause, ovvero sul movente, come fanno i giallisti.</p>
<p style="text-align:justify;">In effetti il libro non si può definire un thriller. Ma gli stessi protagonisti, di fronte alla catena di eventi scatenati da quello archetipo, sentono il bisogno di trovare una ragione. Si può concedere un’indagine che si concluda all’insegna della sconfitta o dell’indeterminazione, così come l’intreccio tra ragione e fede, ma gli eventi “misteriosi” in letteratura possono essere introdotti se si riesce, alla fine, a darne una spiegazione razionale o sensata, oppure se si abdica al normale per abbracciare il paranormale. E questo non pare molto coerente con i profili, molto consapevoli e razionali, dei due protagonisti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il risultato poteva essere lo stesso se l’archetipo era più semplice e meno inverosimile (senza scomodare pescicani estinti che azzannano persone in un bosco d’inverno), e quindi senza scomodare terroristi islamici, Satana, e, poveretto, lo stesso Iddio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/820/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=820&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una solitudine troppo rumorosa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 18:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una solitudine troppo rumorosa” di Bohumil Hrabal ci narra la cupa e avvelenante esistenza solitaria di Hanta, recluso per trentacinque anni in un sotterraneo a eseguire un lavoro meccanico e stancante. Costante preda della solitudine e inseguito dalla malinconia di un passato distante e mai sufficientemente felice, il protagonista sopravvive varcando soglie verso mondi diversi e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=815&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-816" title="solitudinetr" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/01/solitudinetr.jpg?w=614" alt=""   />“Una solitudine troppo rumorosa” di Bohumil Hrabal ci narra la cupa e avvelenante esistenza solitaria di Hanta, recluso per trentacinque anni in un sotterraneo a eseguire un lavoro meccanico e stancante. Costante preda della solitudine e inseguito dalla malinconia di un passato distante  e mai sufficientemente felice, il protagonista sopravvive varcando soglie verso mondi diversi e migliori, in cui cercar se stesso. I libri che di tanto in tanto  lui salva dalla morte risparmiandoli alla pressa con cui lavora,  sono porte in grado, se aperte, di scaldarlo con la luce che da esse entra,  di rianimarlo  di infondere per osmosi quel fluido vitale,  difficilmente acquisibile dalla sua cupa, meccanica e silenziosa esistenza giornaliera.<span id="more-815"></span></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«E io alle falde della montagna mi raggomitolo come Adamo nel cespuglio, con un libro in mano apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perché io quando comincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, io mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«[...]puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Esistenza reale che manifesta brutalità, che spaventa, che mostra i viventi (non solo l&#8217;uomo) come esseri talmente abbruttiti da non poter essere parte di qualunque mondo celestiale</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«I cieli non sono umani, ma c&#8217;è qualcosa forse più di questi cieli, la compassione e l&#8217;amore di cui mi sono ormai dimenticato e che ho dimenticato»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Negli anni accumula cultura, sviluppa, contro la sua volontà, la sua capacità di pensare e di immaginare al punto che la sua mente arriva a materializzare nel presente il suo passato e a lacerare quei setti che separano il suo attuale universo con quelli generati dai suoi amatissimi libri. Ecco dunque Hanta dialogare con Laozi,  Erasmo, Kant, Nietzsche, Gesù.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Hanta è vecchio, Hanta è superato, Hanta non ha scelta: essendo il  suo stesso passato  una pressa per la possibilità di determinare la sua vita, l&#8217;immaginazione è il più accogliente ospizio a cui può bussare invecchiando per scappare dalla malinconia e dal mondo che via via inizia a non appartenergli più. Ma immaginazione e solitudine costituiscono un brodo biologico su cui sguazzano a milioni, come batteri urlanti, pensieri e immagini, entità invisibili e infestanti per cui non esiste antibiotico.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«[...]anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po&#8217; spaccone dell&#8217;infinito e dell&#8217;eternità e l&#8217;Infinito e l&#8217;Eternità forse hanno un debole per le persone come me»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;opera di Hrabal è densa e di spessore, indubbiamente  è un grande tributo alla letteratura (moltissimi riferimenti), alla lettura e all&#8217;oggetto libro la  cui semplicità fisica è inversamente proporzionale al potere che può avere sulla mente umana, ma è anche  un invito a fare un uso attento di questo potere perché può diventare schiacciate (schiacciato può essere Hanta dai quintali di libri stipati nella sua casa, felicemente schiacciato dalla sua stessa pressa Hanta sogna di finire i suoi giorni  adagiato su un letto di libri).</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«[...] tutto ciò che vive deve avere il proprio nemico [...]»</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">La fantasia, artefatto del consumo di libri (ma non solo) , costituisce un rifugio accogliente ma può portare male se non si conosce bene come  frenarla perché in ogni caso, quando c&#8217;è scelta, cercare di vivere la realtà inseguendo il contatto umano è sempre meglio che esistere vivendo  nel sogno.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«Allora arrancai per le scale, per un attimo camminai su tre zampe, in qualche modo mi girava la testa per quella mia solitudine troppo rumorosa»</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comariecompari.wordpress.com/815/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comariecompari.wordpress.com/815/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=815&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sabbath: l&#8217;incontenibile canaglia di Roth</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 07:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bazu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tecnicamente questo libro costituisce uno degli esempi enciclopedici per eccellenza di cosa significhi caratterizzazione e digressione, strumenti narrativi fondamentali che Roth in questa sua grande prova letteraria spinge a livelli eccellenti dimostrando, qualora all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del libro ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere uno dei più grandi scrittori viventi. L&#8217;arco temporale in cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comariecompari.wordpress.com&amp;blog=4114479&amp;post=804&amp;subd=comariecompari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-809" title="sabbath" src="http://comariecompari.files.wordpress.com/2011/01/sabbath.jpg?w=614" alt=""   />Tecnicamente questo libro costituisce uno degli esempi enciclopedici per eccellenza di cosa significhi  caratterizzazione e digressione, strumenti narrativi fondamentali che Roth in questa sua grande prova letteraria spinge a livelli eccellenti dimostrando, qualora all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del libro ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere uno dei più grandi scrittori viventi.<span id="more-804"></span></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;arco temporale in cui si sviluppa “il presente” della storia è di qualche giorno &#8211; ad eccezione di un breve prologo, ripreso poi in prossimità del finale  –  eppure, nonostante la dimensione ridotta della finestra temporale, il lettore vive un&#8217;odissea. Attraverso ricordi, dialoghi, pensieri e deliri del protagonista ripercorriamo l&#8217;intero corso della sua stessa vita, i suoi innumerevoli eccessi, le tragedie,  le donne, gli amici, i successi e i molti fallimenti. Ci ritroviamo, terminato il libro, ad aver compiuto un viaggio di oltre cinquantanni in compagnia di uno dei più completi, oltraggiosi, controversi, provocanti, dissacranti e ber riusciti personaggi della letteratura contemporanea: Morris “Mickey” Sabbath.</p>
<p style="text-align:justify;"><em> Norman non poteva sperare di emulare il talento di Sabbath per questo genere di scene: il talento per l&#8217;imprudenza di un uomo rovinato, o per la sovversione di un sabotatore, o anche il talento di un folle, o di un simulatore di follia, per inorridire e impressionare le persone normali. Sabbath aveva il potere, e lo sapeva, di essere qualcuno che non aveva quasi niente da perdere.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Dire che Mickey Sabbath è un perdente, discretamente sciatto,  esteticamente abbastanza ripugnate, totalmente schiavo dei propri impulsi sessuali, per assecondare i quali è disposto a mettere in secondo piano qualunque cosa o persona, è un  modo (comunque riduttivo) per riassumere il protagonista, e Roth, giusto per far subito capire di che pasta è fatto il libro, ce lo fa immediatamente capire  offrendocene un sostanzisissimo assaggio, nel prologo. Un prologo duro, ad avvio rapido e spudorato – il resto del libro viaggia su toni un po&#8217; più pacati &#8211; che riporta un dialogo a tinte forti, con digressioni, tra il personaggio principale e la sua amante Drenka avvenuto in una delle tante sedute scoperecce presso il loro consueto posto di ritrovo in mezzo ai boschi. Sei mesi dopo il dialogo Drenka muore di cancro e inizia il viaggio, di cui sopra, che ci consegna a spezzoni la figura di Sabbath e la sua vita.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>I loro matrimoni avevano disperatamente bisogno di un contromatrimonio in cui gli adulteri muovessero guerra alla propria sensazione di essere intrappolati. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> Sabbath detestava condividere come le persone per bene detestano il vaffanculo. Non possedeva una pistola, pur abitando in quel luogo isolato, perché non voleva avere una pistola a portata di mano in una casa dove si aggirava una donna che parlava continuamente di &#8220;condividere&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ad un bacchettone, conservatore, moralista , pudico, perbenista e timorato di Dio – ovvero una fetta consistente di italiani (che però non legge altrimenti non sarebbe tale) &#8211; leggere le mirabolanti peripezie di gente come Sabbath può scandalizzare e dar fastidio. Per Mickey istituzioni come la famiglia e pratiche come il matrimonio appaiono superflue, ipocrite, banali e noiose.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«un mondo senza adulterio è inimmaginabile. La brutale mancanza di umanità di quelli che sono contrari. Non trovi? La pura brutalità del cazzo delle loro teorie. La follia. Non esiste punizione troppo dura per il pazzo criminale che se ne è uscito fuori con l&#8217;idea della fedeltà. Non esistono parole per esprimere la crudeltà, la presa in giro di quel concetto.»</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il vivere è un arte che impone la rottura degli schemi mentali e comportamentali che tipicamente caratterizzano le vite degli altri appiattendole. Ecco che il sesso diventa l&#8217;unico vero ed efficace sostituto del Prozac. Partner multipli, amanti e, in generale, il libertinaggio sono pratiche essenziali per assaporare completamente la vita, senza di esse non si avrebbe pieno  accesso  a  quel delizioso <em>lato canagliesco</em> dell&#8217;esistenza che da solo giustifica la fatica di vivere.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
«Eri il mio maestro, il mio boyfriend americano. Mi hai insegnato tutto. Le canzoni. Merda, merdaccia. Scopare liberamente.<br />
Divertirmi con il corpo. Non odiare le mie tette così grandi. Tu l&#8217;hai fatto.»<br />
«In quanto a scopare, ne sapevi qualcosa già prima di conoscermi, cara Drenka, almeno qualcosina.»<br />
«Ma nella mia vita, da sposata, non avevo molti sfoghi di quel genere.»<br />
«Andavi benissimo, piccola.»<br />
«Oh, Mickey, è stato così bello, così divertente&#8230; era vivere. Essere privata di tutto quel lato lì sarebbe stata una grande perdita. E tu me l&#8217;hai dato. Tu mi hai dato una doppia vita. Non ce l&#8217;avrei fatta a resistere, soltanto con una.»<br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">Sabbath è sfrontato non nasconde mai le sue pulsioni anzi le ostenta e le difende a spada tratta perché sono l&#8217;unica religione in cui crede, unica religione capace di esorcizzare, almeno in parte, le inquietudini del vivere. Ma è un teatrante , un burattinaio, un manipolatore e il nascondere, il tramare di nascosto, l&#8217;ingannare, il fingere, il giocare, sono tutti ingredienti assolutamente necessari per godere appieno del risultato e allo stesso tempo mantenere un equilibro accettabile con la  propria facciata rispettabile (quel poco che gli rimane e che nel corso del libro arriva definitivamente a distruggere) e pubblica. Non si crea problemi nei confronti di nessuno giovane o vecchio, amico, parente o sconosciuto che sia.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Sì, sì, sì, provava una incontrollabile tenerezza nei confronti della propria merdosissima vita. E una ridicola brama di averne ancora. Ancora sconfitte! Ancora delusioni! Ancora inganni! Ancora solitudine! Ancora artrite! Ancora missionari. Se Dio vuole, ancora figa! Ancora disastrosi impegolamenti in qualsiasi cosa. Per la pura sensazione di sentirsi tumultuosamente vivi, non c&#8217;è niente di meglio che il lato canagliesco dell&#8217;esistenza.</em></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;abilità di Roth sta  nel riportare il personaggio e le sue azioni in modo neutrale senza voler  insegnare alcunché al suo  lettore. E&#8217; quest&#8217;ultimo a decidere, a seconda della propria morale e dei valori in cui crede, quanto il personaggio principale (ma vale anche per Drenka) volutamente e ingegnosamente provocatorio, sia una figura positiva o negativa e quanto sia da emulare o meno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho avuto, infine la sensazione che Sabbath sia un Portnoy invecchiato a cui è stata costruita attorno una vita più completa (data da un passato più sostanzioso), alcune parti del testo ricordano moltissimo i nevrotici flussi che costituivano il famoso “Lamento” (il necrologio immaginario).<br />
Diverse assonanze possono, a grandi linee, essere rilevate anche con “La versione di Barney”, entrambi sono romanzi che narrano la vita di persone considerate moralmente reprensibili, scritti con stile simile, speziati con buone dosi di sarcasmo, avvelenati con una spruzzatina di cinismo,  entrambi ruotanti attorno alla cultura ebraica americana/canadese.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
«Oh, se solo potessi credere che non eri in combutta con quelle luride, abiette fighe della rettitudine che raccontano a voi bambine quelle orribili bugie sugli uomini, sulla sinistra perfidia di ciò che è soltanto il normale grufolare nella realtà delle persone normali come me o tuo padre. Perché siamo noi che combattiamo, tesoro: io e tuo padre. Alla fine, si riduce tutto a questo: metterci alla berlina, insultarci, aborrire ciò che è semplicemente il prezioso substrato dionisiaco della vita. Dimmi un po&#8217;, come si può essere contro ciò che è stato sempre caratteristico dell&#8217;umanità sin dai tempi antichi, risalendo indietro fino al culmine virginale della civiltà occidentale, e poi pretendere di essere persone civili? Forse è perché la preside di facoltà è giapponese [Sabbath odia i giapponesi]: per questo non comprende le incomparabili mitologie dell&#8217;antica Attica. Non me lo spiego altrimenti. Secondo loro, quale dovrebbe essere la tua iniziazione sessuale? Un lavoretto intermittente di Brian [fidanzato di colei a cui è rivolto il discorso], tra un appunto di scienze politiche e l&#8217;altro? Vogliono forse che sia un inaridito studioso a iniziarti? O suppongono che tu debba imparare da sola? Ma non pretendono che tu impari chimica da sola, non pretendono che tu impari fisica da sola, allora perché pretendono che tu impari da sola i misteri dell&#8217;erotismo? Alcuni hanno bisogno della seduzione, non dell&#8217;iniziazione. E tu, Kathy, avevi bisogno di tutte e due le cose.<br />
Molestie? Ricordo i bei tempi in cui il patriottismo era l&#8217;ultima spiaggia di un furfante. Molestie? Sono stato il tuo Virgilio, e tu il mio Dante, nei sotterranei del sesso! Ma figuriamoci se quelle professoresse sanno chi è Virgilio!»<br />
</em></p>
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