Archivio per la categoria ‘Libri e dintorni’

Tonino e la città del benessere

Pubblicato: 15.05.2013 da Francesca Meneghetti in Libri e dintorni
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Stava per scadere, in quel periodo (primavera 2008), il mandato di Gobbo (vice-sindaco Gentilini), che sarebbe stato rieletto. C’era la speranza, in città di un’aria nuova. Nel febbraio 2008, non a caso, sarebbe uscito il manifesto “Treviso città aperta”.
Siamo nel 2013. Tra poco si andrà di nuovo a votare per le comunali, e sta per compiersi quasi un ventennio leghista. I racconti, che trasfigurano la città (detta del Benessere!), sono ancora attuali.

Gli interessati potranno avere ora, gratuitamente il libretto intero in PDF e, a breve,  scaricarlo come e-book.

Seguiteci, per ricordare e sorridere!

Tonino-PDF

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percio_veniamo_bene_nelle_fotografie.resizedRecensione apparsa anche qui

In una Bustina di Minerva (“Ma glielo abbiamo chiesto noi” del 21 dicembre 2011) Umberto Eco introduce una schematica, ma efficace, distinzione tra prosa e poesia.

La prima parla di cose: “<rem tene, verba sequentur>, possiedi bene quello di cui vuoi parlare e poi troverai le parole adatte.[…] In poesia accade invece tutto l’opposto, prima t’innamori delle parole, e il resto verrà da sé, <verba tene, res sequentur>”. Ma si potrebbe anche parlare di una prevalente intenzione etica (o di contenuto) nella prima contro una prevalente intenzione estetica, o formale nella seconda.

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Meticcio viene dallo spagnolo mestizo (a sua volta derivato dal latino mixtīcius –mixtus, participio passato di miscēre, mescolare), termine che indicava il frutto di un rapporto sessuale tra uno dei conquistadores e un indigeno: relazione spesso improntata a violenza, se non fisica, “culturale”.

Gli incroci sessuali hanno caratterizzato tutte le manifestazioni del colonialismo (del post-colonialismo), anche di quello italiano. In Somalia, in particolare, si è formata, specie nel ventennio fascista, una generazione di meticci che venivano chiamati “figli delle missioni”: appartenendo al padre, secondo il codice lì vigente, venivano strappati alle madri (considerate puttane anche quando non lo erano, ma vivevano more uxorio con un italiano), ed educati in collegi italiani gestiti da suore. Poteva anche accadere che un’italiana sposasse un somalo, o si unisse a lui, ma il caso era più raro.

«[…]La cosa è vertiginosa. Abbiamo avuto due genitori, poi quattro nonni e la cosa si raddoppia sempre sino a includere tutto il vertiginoso esistente, eredi di una eternità di cui non sappiamo niente. Tutto poteva non avvenire, la cosa è avvenuta, ci siamo perfino incontrati, nessuno può considerarsi innocente, consideriamoci un sogno!» (altro…)

Indridason: un islandese da leggere

Pubblicato: 31.08.2012 da Francesca Meneghetti in Libri e dintorni, Scrittori

Il genere giallo (o giallo-nero, dato che sempre più spesso avvengono contaminazioni tra il genere poliziesco e quello criminale) sta conoscendo una stagione felice, al punto da “sdoganarsi” dall’etichetta “genere di consumo” e farsi apprezzare, almeno in certi casi, per il valore letterario. (altro…)

Robin si voltò a fissarla. – A cosa serve la vita?
– Non lo so.
– Neanch’io. Ma non credo che serva a vincere.

Trascorriamo la nostra esistenza ad apportare correzioni su noi stessi e sul prossimo, le subiamo per forza di cose da figli, poi passiamo ad avvampare di fronte a una divergenza di vedute con coetanei da adolescenti, tentiamo di emergere cercando di fare bella figura nei confronti di chi ha più potere di noi o chi esercita un certo ascendente su di noi, viviamo male la nostra preziosissima diversità, non accettiamo le diversità altrui, senza mai ammetterlo apertamente e obiettivamente trascorriamo una vita a tentare di omologarci e omologare per sentirci meno soli e più accettati. Il risultato? Nevrosi, sensi di inadeguatezza e di colpa, depressioni, rancori, vendette, arrivismo, complessi di inferiorità.

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Romanzo decisamente politico ambientato in un futuro collocabile attorno al ventiduesimo secolo. I questo mondo le persone, tutte, sono dotate di dispositivi (probabili evoluzioni degli attuali telefoni cellulari) attraverso i quali risulta possibile comunicare con il prossimo senza l’uso della parola. (altro…)