Archivio per la categoria ‘Recensioni’

percio_veniamo_bene_nelle_fotografie.resizedRecensione apparsa anche qui

In una Bustina di Minerva (“Ma glielo abbiamo chiesto noi” del 21 dicembre 2011) Umberto Eco introduce una schematica, ma efficace, distinzione tra prosa e poesia.

La prima parla di cose: “<rem tene, verba sequentur>, possiedi bene quello di cui vuoi parlare e poi troverai le parole adatte.[…] In poesia accade invece tutto l’opposto, prima t’innamori delle parole, e il resto verrà da sé, <verba tene, res sequentur>”. Ma si potrebbe anche parlare di una prevalente intenzione etica (o di contenuto) nella prima contro una prevalente intenzione estetica, o formale nella seconda.

(altro…)

Meticcio viene dallo spagnolo mestizo (a sua volta derivato dal latino mixtīcius –mixtus, participio passato di miscēre, mescolare), termine che indicava il frutto di un rapporto sessuale tra uno dei conquistadores e un indigeno: relazione spesso improntata a violenza, se non fisica, “culturale”.

Gli incroci sessuali hanno caratterizzato tutte le manifestazioni del colonialismo (del post-colonialismo), anche di quello italiano. In Somalia, in particolare, si è formata, specie nel ventennio fascista, una generazione di meticci che venivano chiamati “figli delle missioni”: appartenendo al padre, secondo il codice lì vigente, venivano strappati alle madri (considerate puttane anche quando non lo erano, ma vivevano more uxorio con un italiano), ed educati in collegi italiani gestiti da suore. Poteva anche accadere che un’italiana sposasse un somalo, o si unisse a lui, ma il caso era più raro.

«[…]La cosa è vertiginosa. Abbiamo avuto due genitori, poi quattro nonni e la cosa si raddoppia sempre sino a includere tutto il vertiginoso esistente, eredi di una eternità di cui non sappiamo niente. Tutto poteva non avvenire, la cosa è avvenuta, ci siamo perfino incontrati, nessuno può considerarsi innocente, consideriamoci un sogno!» (altro…)

Robin si voltò a fissarla. – A cosa serve la vita?
– Non lo so.
– Neanch’io. Ma non credo che serva a vincere.

Trascorriamo la nostra esistenza ad apportare correzioni su noi stessi e sul prossimo, le subiamo per forza di cose da figli, poi passiamo ad avvampare di fronte a una divergenza di vedute con coetanei da adolescenti, tentiamo di emergere cercando di fare bella figura nei confronti di chi ha più potere di noi o chi esercita un certo ascendente su di noi, viviamo male la nostra preziosissima diversità, non accettiamo le diversità altrui, senza mai ammetterlo apertamente e obiettivamente trascorriamo una vita a tentare di omologarci e omologare per sentirci meno soli e più accettati. Il risultato? Nevrosi, sensi di inadeguatezza e di colpa, depressioni, rancori, vendette, arrivismo, complessi di inferiorità.

(altro…)

Romanzo decisamente politico ambientato in un futuro collocabile attorno al ventiduesimo secolo. I questo mondo le persone, tutte, sono dotate di dispositivi (probabili evoluzioni degli attuali telefoni cellulari) attraverso i quali risulta possibile comunicare con il prossimo senza l’uso della parola. (altro…)

Trovarsi di fronte ad una pagina bianca da riempire con la recensione post lettura di quest’opera è una cosa imbarazzante, l’inadeguatezza culturale della mia persona mi impedisce di articolare qualcosa che riesca a dribblare concetti già espressi da innumerevoli saggi, tesi di laurea e critiche apparsi dal 1996, data della prima pubblicazione e recentemente ritornate alla ribalta vista la recente uscita del suo ultimo lavoro postumo (Il Re Pallido), a oggi. Cerco di rimanere il più sobrio possibile sapendo già in partenza di risultare ai più, che già conoscono quest’autore e i suoi lavori, banale. (altro…)

“Il tempo materiale”, opera prima del siciliano Giorgio Vasta, è un romanzo crudo, freddo, stilisticamente evoluto, linguisticamente ricercato, studiato ed elaborato, che ci narra le vicende di un gruppo di tre ragazzi undicenni che, in un lontano 1978, sulla scia del rapimento Moro, decidono di dare vita ad un gruppo terroristico operante nella loro città, Palermo. (altro…)