Archivio per la categoria ‘Parliamone’

Segnalo quella che reputo essere un’interessante discussione nata su Lipperatura e approdata poi su “Il giornale”.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/06/28/letterarieta/

L’intervento è interessante non tanto per il contenuto (sul documentario “Senza scrittori” di Cortellessa) del post originale quanto, piuttosto, per la discussione animata che ne è scaturita (oltre 750 commenti). Discussione a cui hanno partecipato scrittori, critici, editors, accademici, giornalisti e “semplici” lettori.

Per “assaggiare” l’intervento, in virtù del numero dei commenti, ci vuole tempo (molto tempo) ma secondo me ne vale la pena (mica bisogna leggerli tutti subito). Tra l’altro un buon esempio di come certi confronti culturali accesi, appassionati e costruttivi (a parte qualche leggera sbandata sul terreno della sterile polemica) possano, grazie a Internet, risultare accessibili e comprensibili (per merito degli interlocutori) a tutti.

Riporto una citazione (fonte Carmilla)sui temi:

« cos’è letteratura e cosa no, quali sono i rapporti tra letteratura “alta” e letteratura popolare, che ruolo ha il godimento nella lettura, che funzione ha la critica oggi, come si muovono in rete gli editori, come si muovono in rete gli scrittori, come impedire che libri validi vadano fuori catalogo e diventino irreperibili, differenze tra reperibilità on line e reperibilità nelle librerie fisiche, differenze tra copyleft e pirateria, buono e cattivo uso della pirateria, e in questo marasma sono stati consigliati molti libri, proposti molti link, rovesciati alcuni “fronti” »

Ne sono stati ricavati anche due pdf.

Ben impaginato con i primi 550 commenti qui.

Più grezzo ma con 769 commenti qui.

Rein again

Pubblicato: 13.05.2010 da bazu in Musica, Parliamone
Tag:, , ,

Se n’era parlato qui,  ora è uscita sul blog de iQuindici una loro intervista che, oltre  a svelarci alcune curiosità sul gruppo romano, ci rivela pro e contro che caratterizzano la loro coraggiosa scelta di abbaracciare il copyleft per diffondere la loro arte.

Qui l’intervitsa: http://blog.iquindici.org/?p=354

OGGI SCIOPERO

Pubblicato: 14.07.2009 da bazu in Parliamone

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I fiaschi di un giovane precario

Pubblicato: 08.06.2009 da Francesca Meneghetti in Parliamone

Francesco Targhetta , sulla quarta di copertina del suo libretto di poesie, Fiaschi, si presenta in modo minimalista e quasi sciatto: “classe 80, pencola tra due città sorvegliate dalle ronde, come lavoro cerca di risultare sospetto e ci riesce spesso, come passatempo suona due chitarre e un ukuleke, ascolta e recensisce valanghe di dischi, ogni tanto insegna la consecutio in qualche scuola statale”. Non si tratta naturalmente di un ritratto realistico: il fatto è che l’autore ha covato una passione fin dai quattordici anni per i poeti crepuscolari, in particolare per Govoni, di cui ha curato ottimamente, come scrive il Corriere, una raccolta di poesie. E da questi poeti ha assorbito il gusto, non solo per atmosfere a tutti gli effetti crepuscolari (gli autunni, i tramonti, il timbro dei viola e dell’arancio per i cieli, contrapposto alla penombra degli interni) ma anche per uno stile ironicamente under statement, per la scrittura prosastica, per i temi quotidiani, a partire dalle minute, banali, operazioni di sopravvivenza quotidiana (la spesa al supermercato, l’eliminazione differenziata dei rifiuti, l’attraversamento di  una rotonda).

Non si tratta però del trionfo della banalità dovuta ad un vuoto interiore: il vuoto è piuttosto nella proiezione del  futuro, generato da un sistema che, anziché promuovere e valorizzare i giovani talenti, li emargina, li fa sentire inutili privandoli anzitutto di quello che, nella Costituzione, è riconosciuto come un diritto primario: quello del lavoro.  Da cui deriva ogni altro riconoscimento economico e sociale.  Mancando questo riconoscimento pubblico di stima, un giovane tende a ripiegarsi su se stesso, a compilare deprimenti liste di “fiaschi” (quelli morali e quelli contenenti il vino, bevanda dell’oblio), a chiudersi  in opprimenti stanze chiuse, perché tanto, fuori, non c’è nemmeno la consolazione di un bel paesaggio, ma lo spettro del cemento grigio che incombe per ogni dove. “Il tonno a due euro e venti sventolato/come conquista nel mio foglio/delle sconfitte è la prima della lista”. “Fiaschi” è’ il ritratto di una gioventù disperata, che non merita nulla di tutto questo. E’ un atto di accusa, e una promessa, ma ahimè ancora lontana, di ribellione.

Soffermarsi sui temi, porta però a svalutate, ingiustamente, l’aspetto linguistico e tecnico.   Se indossare una logora maglietta nera (rockettara, anarchica o esistenzialista), non comporta automaticamente di altri capi, o l’incapacità di portare altro, così i toni crepuscolari non devono trarre in inganno. C’è, anche se mimetizzata, un’accurata ricerca sul piano fonico e lessicale, ma anche su quello metrico-ritmico e retorico. C’è insomma  alle spalle quella scuola odios-amata che ha solleticato delle aspettative professionali, senza poterle garantire.

La raccolta inizia significativamente con un “Curriculum della rivolta”: “Scarica, mi dicono gli amici del sabato/il modello europeo del CV: compila”. “Una sera dopo i wurstel /lo stendo (…) le espongo in grassetto/ tutti i miei fallimenti, arial corpo sedici/sottolineato, perché lo vedano bene, senza/ nessuna commedia, tutto quello che porto in dote/e se rivolta non sarà, impreco agli amici,/sia la rivoltella, almeno, di un nostro nipote”. E finisce circolarmente con “La rivolta”.

“ La voglio fare per te la rivolta,/ dentro grumi di città senza sole/e barricate: che le vedano,/le maestre d’asilo, le nostre facce/ sconvolte come quelle dei ladri/sulle pagine scialbe delle testate/locali: Che ci vedano, quel giorno, i nostri padri”. Non aspettiamo altro.

Francesco Targhetta, Fiaschi, ExCogita Editore

Baz: Saggio o semplicemente pedante?

Pubblicato: 14.11.2008 da lapproff in Parliamone

secondo me Baz è Saggio!

Apriamo una tavola rotonda.

Categorie letterarie

Pubblicato: 25.07.2008 da butterfra in Parliamone
Tag:,

Conversando con il mio dolce amato principe azzurro, mi sono imbattuta in una questione assai ardua, che nemmeno lui, pur essendo principe azzurro, è riuscito a spiegare.

cosa si intende con il termine narrativa?
e con il termine romanzo invece?
pensiamo di aver capito che narrativa = romanzo+fantasy+giallo, abbiamo capito giusto e ci meritiamo il bacino del risveglio, o ci siamo beccati la mela avvelenata della strega cattiva?

e a questo punto sorge un nuovo quesito:
quali sono i confini di queste categorie?
che cos’e’ romanzo? e che cosa non lo è?
cosa cade nella più grande categoria narrativa e cosa no?

insomma….chi sappia qualsiasi cosa su questa diatriba è ben accetto…
rulli di tamburi per chi risolve!!!

ma perchè??

Pubblicato: 16.07.2008 da girasonia76 in Parliamone

nessuno scrive più nulla??

il blog è il nostro strumento di conversazione si oltre a skype, answers, anobii… ma vabbè) è la nostra lavagnetta per i messaggi, dove ci possiamo scrivere la nostra lista della spesa, così il primo che si trova a scendere, la fa per tutti e invece????

io ho sonno, fame, mi scoccio e sto per sposarmi:non ho il tempo materiale! perciò non costringete me ad intervenire per resuscitarlo dopo pochissimi giorni di vita.

Ià, venite que e scrivete qualcosa, pe piacè: